Nulla va bene mentre dicono che tutto va bene.

“Winter is coming” dichiara un noto personaggio di una celebre serie tv e questa espressione è quanto di più adatto si possa trovare per la situazione in cui ci troviamo. Nel silenzio generale il commercio e la piccola media impresa stanno lentamente morendo, rimpiazzati dalle mega corporazioni e dalle multinazionali.
Anche se non proprio di silenzio si dovrebbe parlare: tendendo l’orecchio è possibile udire un lieve ridacchiare.
Chi potrebbe mai ridere di una simile catastrofe? La risposta è molto semplice: voi tutti.
Non v’è forse fra di voi chi, seguendo compostamente le narrazioni, puntava il dito contro i negozianti, i ristoratori e gli imprenditori tutti al grido di “EVASORI”?
Similmente, non siete voi forse coloro che andavano per negozi a provare la merce da ordinare online? Oppure gli stessi che esigevano sconti al grido di “sul web lo pago meno!”?
A voi, maestri del giudizio, consiglio una passeggiata in un qualsiasi quartiere di una qualsiasi città. Io posso riferire di quanto accade nella mia città, Milano, e la situazione è veramente disarmante.
Negli ultimi tempi è un moltiplicarsi di locali commerciali chiusi ad ogni angolo, attività cessate sotto il fuoco nemico del Leviatano e locatori che cercano disperatamente nuovi conduttori per le loro proprietà sfitte. Ovunque mi giri sento persone parlare di chiusure, di fallimenti o peggio.
Dopotutto siamo il paese dove la fiducia delle imprese è al minimo storico e dove le stesse hanno ricevuto in periodo covid i ristori minori. Potrà forse sembrare assurdo parlar di lockdown a 3 anni di distanza, ma in queste situazioni gli effetti purtroppo si vedono a lungo termine.
La rieducazione dei consumatori è stata spietata, conducendo i clienti verso i grandi web store e allontanadoli dal commercio di prossimità. Aggiungiamo il fatto che il governo invece di aiutare le imprese con finanziamenti reali ha deciso di garantire loro nuovi debiti ed il risultato è presto ottenuto: una catastrofe.
Nella nostra società della stanchezza poi la narrazione principale alimenta senza pietà alcuna la sensazione di fallimento personale: ogni giorno ci viene detto che va tutto benissimo, che la nazione cresce, che il PIL è in ripresa. Questo comporta gravissimi problemi per chi si trova in condizioni precarie, partendo da stati depressivi gravi che sovente portano gli imprenditori a togliersi la vita.
In questi casi poi succede che qualcuno di voi, con quella malignità insita nel vostro essere, lanci strali contro il morto, anche pubblicamente, manifestando pietà alcuna. “Lo avranno beccato a evadere”, “chissà quanti soldi si è rubato prima”, “sicuramente sfruttava il personale” sono solo alcuni dei vostri luoghi comuni preferiti.
Assorbiti completamente da ciò che vi viene detto siete incapaci di pensiero critico, non potete considerare che, forse, e dico forse, il fulcro dell’evasione non siano le piccole e medie imprese, da decenni sfruttate come perfetto capro espiatorio. Dopotutto è difficile far credere che un grande filantropo sia un evasore, è molto più facile incolpare il barista sotto casa o il panettiere all’angolo. Sia mai che lavoratori dipendenti e autonomi realizzino di essere sulla stessa bagnarola malandata, meglio perpetrare la guerra fra poveri che tanto piace ad alcuni schieramenti politici.
Tuttavia, alla fine dell’anno, il barista e il panettiere si troveranno a fare i conti con quel mostro chiamato fisco, esattamente come il lavoratore dipendente cui viene trattenuta parte dello stipendio mensile.
Nel mentre invece il grande filantropo dirotterà i suoi introiti in qualche isoletta sperduta considerata paradiso fiscale.
Dopotutto se lo fa un cittadino comune si chiama “evasione fiscale”, mentre la stessa pratica compiuta da magnate è “ottimizzazione fiscale”.
Con buona pace di chi abbassa la serranda. Per sempre.