Il comune prosegue con le piazze tattiche senza curarsi delle critiche dei cittadini

Siamo nuovamente alle solite: una via chiusa, viabilità deviata, un lembo di terra a giustificare l’opera e tanto bel colore che fa molto street art.
Questo è, in sintesi, il nuovo giardino pubblico di Pepe Borsieri, realizzato dal comune di Milano durante l’estate del 2025.
L’area, precedentemente adibita a parcheggio auto, è stata “riqualificata” inserendovi un mezzo campo da basket sghembo e una striscia di terra adibita a giardinetto. Conclude l’opera la pedonalizzazione del primo tratto di via Pepe, quello compreso fra via Borsieri e via Carmagnola, costringendo gli automobilisti a percorrere un tratto circa 5,5 volte più lungo per raggiungere lo stesso punto.

Gravissimo inoltre è che non sia stata prevista alcuna recinzione attorno a quest’area, lasciandola alla mercè di chiunque la voglia sfruttare come bivacco a qualsiasi ora del giorno e, sopratutto, della notte, come già accade in altre “piazze tattiche” realizzate dal comune seguendo le indicazioni di Amat e del progetto Piazze Aperte (qui il link al sito).

L’intento poteva anche essere nobile, in via teorica, ma troppo spesso la teoria si scontra con la realtà, come possono testimoniare i residenti di via Toce costantemente vessati da urla, schiamazzi e rumore di vetri rotti. Vetri che vengono prontamente rimossi da AMSA ogni mattina, quasi a voler nascondere sotto ad un immaginario tappeto i cocci di una gestione quantomeno “alla Carlona”. Tra l’altro la stessa via Toce a breve verrà completamente pedonalizzata nonostante la presenza di tre carrai condominiali, ma questa è una storia per un altro giorno.

Ma torniamo al neonato giardino di Pepe Borsieri. Ieri mi sono recato in loco per verificare personalmente la situazione e ho potuto constatare da subito gli effetti dell’opera. In un area con un’altissima densità di uffici, infatti, quel parcheggio era certamente utile. Ora invece si trovano macchine parcheggiate ovunque, grazie alla lungimiranza dell’amministrazione che rimuove parcheggi per piazzare tatticità: il loro odio per le auto e chi le deve usare per andare a lavorare non è una novità.

Inoltre la mission di questi lavori sembra essere il “restituire spazi alla comunità”, quindi già che c’ero ho pensato di fare quattro chiacchiere con qualche passante.
Qualcuno (pochi) felice dell’opera realizzata obiettivamente c’è, ma la maggioranza mostra grande preoccupazione: in particolare si teme la “calata” dei maranza dall’area di Garibaldi e che quella piazza tattica possa diventare una nuova centrale di spaccio nel quartiere, oltre che, come scritto in precedenza, un bivacco per balordi.
Tuttavia il comune ha pensato a tutto ponendo un regolamento in bella vista che ricorda molto il celebre cartello apparso in una vecchia puntata dei Simpson: “Accesso vietato! O entra, sono un cartello non un poliziotto”.



































