La città della Kultura

Palazzo Marino sempre più delirante: salvaguarda solo i bacini elettorali.

Che Milano sia un caso sé stante in Italia è cosa nota, ma che potesse ridursi a polo di salvaguardia dell’illegalità era cosa che nessuno si aspettava (forse).

Eh si, perchè nel capoluogo lombardo si stanno verificano due situazioni apparentemente inaccostabili, ma interessante come queste due realtà siano in verità assimilabili considerandole in maniera astratta.

Si tratta infatti di due realtà ritenute di rilievo a livello culturale, dove si esibiscono artisti, si fa musica e dove l’arte è considerata libera e sacra.

Due realtà dove si organizzano eventi, si servono bevande e ci si ritrova per far serata fra amici.

Insomma, due luoghi di aggregazione ben noti nel panorama milanese.

Solo che uno, il Le Trottoir, ieri sera ha dovuto chiudere senza alcuna deroga dopo 32 anni di onesto lavoro mentre l’altro, il Leoncavallo, verrà salvato dal comune dopo 131 tentativi di sfratto e un danno da 3 milioni di euro a carico del Viminale, ergo dello stato, ergo dei cittadini.

Qualcuno potrà dire che si, il Le Trottoir chiude perchè ha perso il bando per l’assegnazione della struttura, perfetto, tutto legittimo: ma siamo veramente sicuri di aver bisogno un altro ristorante sacrificando il locale dove, fra gli altri, l’Ambrogino D’Oro Andrea Pinketts scriveva le sue opere? Non si poteva trovare una nuova casa per questo faro di cultura nella nebbia meneghina?

Perchè una nuova casa per gli okkupanti del Leonka invece il sindaco l’ha trovata subito, per altro sfrattando attività che si trovano da decenni nell’area non rinnovando loro i contratti, come scoperto da Gigi Sironi in un servizio andato in onda qualche giorno fa sulle reti Mediaset.

Molti di voi in questo momento si staranno chiedendo come sia possibile anche solo concepire una cosa simile. Per farlo bisogna scomodare, dopo Pinketts, un altro milanese d’eccezione: il GG, Giorgio Gaber.

“In politica ci vogliono i numeri, e che numeri!” diceva, parlando della democrazia, e qui esattamente di questo si tratta: i numeri che garantiscono continuità alla giunta comunale (che ricordiamo essere praticamente la stessa dai tempi di Pisapia).

Il povero piccolo Le Trottoir non può infatti competere con il potentissimo e frequentatissimo Leonka, bacino elettorale inestimabile per il PD milanese.

Il fatto che sia anche uno dei luoghi dove regna spudoratamente l’illegalità è ovviamente questione di poco conto in una città messa sotto assedio da baby gang, maranza, antagonisti e criminali d’ogni risma.

L’importante è che queste persone hanno diritto di voto.

E, ovviamente, votino per loro.